Le tre fasi dell’accoglienza

 

Prima accoglienza

Come funziona la prima accoglienza nella nostra associazione?

Gli ospiti arrivano ad Alessandria, generalmente dal Centro di Settimo Torinese, il più grande del Nord-Ovest, e vengono sottoposti ad un ulteriore screening medico dalla Croce Rossa. Successivamente vengono condotti in Questura, dove vengono identificati e foto-segnalati. Durante tutte queste procedure, un nostro operatore, multilingue, accompagna gli ospiti che verranno assegnati alla nostra associazione, svolgendo funzione di interprete e mediatore.

Solo successivamente, gli ospiti vengono affidati definitivamente all’operatore che li conduce nel nostro centro di prima accoglienza di Via Santa Gorizia, dove trovano ad aspettarli il coordinatore della struttura.

La nostra struttura ha a disposizione fino a quaranta posti, suddivisi in stanze doppie o triple con bagno e dormitorio di dieci posti con bagni in comune. Gli spazi comuni comprendono una sala ricreazione-didattica, una mensa-refettorio da quaranta posti, locali lavanderia e di servizio, e una cappella.

I servizi garantiti alle persone accolte sono fin dalla prima fase: assistenza sanitaria, erogazione dei pasti, fornitura di vestiario e biancheria, iscrizione servizio sanitario, accompagnamento a visite mediche specialistiche, mediazione linguistica e culturale, informazione sulla normativa concernente l’immigrazione, i diritti e doveri inerenti alla condizione dello straniero, sostegno psicologico, assistenza legale, orientamento ai servizi offerti sul territorio, insegnamento dell’italiano, attività ludiche e sportive, visite guidate, collaborazioni con scuole ed altri centri di accoglienza.

 

Accoglienza diffusa

Trascorso un periodo variabile tra i 30 e i 60 giorni dal suo arrivo nell’hub, l’ospite è preso in carico e accompagnato dal suo futuro operatore referente nella struttura di piccola dimensione (5-8 posti) che diventerà la sua residenza per la durata della permanenza nel progetto di accoglienza. In questa fase, il richiedente ha acquisito un arsenale minimo di conoscenze per rendersi autonomo, comprese le competenze linguistiche di base per comunicare, e cominciare un percorso di autogestione e convivenza con i suoi nuovi coinquilini, sotto la supervisione del referente. Il percorso di insegnamento della lingua italiana L2 prosegue senza soluzione di continuità, si affiancano inserimenti in laboratori e attività di volontariato, mentre si forniscono con il tutoring del referente nuove conoscenze di conduzione domestica, gestione burocratica di utenze e adempimenti amministrativi individuali che i singoli dovranno essere in grado di padroneggiare una volta usciti dal progetto. In questa fase l’ospite viene anche accompagnato verso l’appuntamento più importante del suo percorso: l’audizione alla Commissione territoriale competente per la richiesta d’asilo, per affrontare la quale vengono predisposti incontri preliminari insieme a legali con esperienza specifica. Nel caso di esito positivo, il richiedente otterrà una forma di protezione internazionale acquisendo lo status di rifugiato, che gli dà diritto alla permanenza di altri sei mesi all’interno del Progetto di accoglienza.

 

Progetto Uscite

In caso di diniego della richiesta d’asilo, l’ospite può avvalersi della facoltà di ricorrere alla Giustizia ordinaria, secondo le modalità ridefinite dalla recente legge 46/2017 (di conversione del cosiddetto decreto-legge “Minniti”) ricevendo, anche in questo frangente, il supporto legale e l’orientamento da parte dell’Associazione. In caso di ricorso, il ricorrente rimarrà all’interno del Progetto fino all’esito dello stesso, e preso in carico da un servizio interno dedicato, il Progetto uscite, che lo accompagna con opportuni incontri informativi circa le implicazioni degli esiti del procedimento. E’ infatti importante che il ricorrente arrivi al decreto del tribunale, quale esso sia, adeguatamente informato e “attrezzato” per essere in grado di far fronte a tutti i possibili scenari. In questa prospettiva, il Progetto uscite rappresenta un settore particolarmente strategico nell’ambito dell’intera accoglienza, garantendo ad ogni beneficiario di acquisire gli strumenti per rendersi autonomo nel proprio percorso individuale. In tutti i casi previsti, al termine della permanenza all’interno del Progetto di accoglienza, il beneficiario riceve un bonus uscita monetario.