Richiesta d’asilo: aumentano nel 2018 in Italia i dinieghi

Roma, 8 marzo 2018

Sono stati resi noti dal CIR, il Consiglio Italiano per i Rifugiati, i dati rielaborati su asilo e immigrazione in Italia nel 2017 insieme a quelli dei primi mesi del 2018.

Quello che colpisce maggiormente è la conferma dell’aumento della percentuale totale dei dinieghi da parte delle Commissioni territoriali che nel mese di gennaio 2018 raggiunge il 60%, a fronte di una media del 52% dell’intero 2017. Tra le forme di protezione, aumenta quella umanitaria che sale al 28%, contro un 25% del 2017. Un trend significativo, soprattutto se letto in relazione agli effetti della cosiddetta riforma “Minniti-Orlando”, ma che risulta confermato anche dal confronto con la tendenza europea che, sempre nel mese di gennaio 2018, vede un aumento del 7% degli esiti negativi rispetto all’interno 2017, raggiungendo il 67%.

Nel nostro paese, il maggior numero di decisioni, per lo più negative, hanno avuto come destinatari richiedenti di nazionalità nigeriana, seguono Bangladesh, Pakistan, Mali, Gambia e Senegal.

Nel 2017 le nazionalità che hanno beneficiato maggiormente delle diverse forme di protezione si confermano Somalia, Siria, Eritrea, Afghanistan, Iraq e il Salvador, con esiti positivi superiori al 90%.

Sul fronte degli ingressi irregolari, i dati aggiornati all’8 marzo 2018 presentano un calo del 75% rispetto allo stesso periodo del 2017 (5.457 arrivi contro 15.483). Le nazionalità maggiormente rappresentate risultano essere l’Eritrea (24%) e la Tunisia (20%), seguite da Nigeria (6%) e Pakistan (5%).

Per maggiori informazioni: http://www.cir-onlus.org/statistiche/

sentiti libero di condividere su...

Decreto flussi 2018: confermati i numeri del 2017

Roma, 31 gennaio 2018

È di 30.850 la quota massima dei lavoratori non comunitari subordinati, stagionali e non stagionali, e di lavoratori autonomi che potranno fare ingresso in Italia quest’anno. Il decreto flussi 2018, DPCM 15 dicembre 2017, è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 12 del 16 gennaio 2018.
Le istanze possono essere presentate, fino al 31 dicembre 2018, accedendo alla procedura informatica utilizzata anche nelle precedenti occasioni: https://nullaostalavoro.dlci.interno.it.

In particolare, per lavoro autonomo e lavoro subordinato non stagionale sono previste 12.850 unità di cittadini non comunitari, comprese le quote da riservare alla conversione in permessi di soggiorno per lavoro subordinato e per lavoro autonomo di permessi di soggiorno rilasciati ad altro titolo.

​Per lavoro subordinato stagionale, sono previste 18.000 unità di cittadini non comunitari residenti all’estero, da ripartire tra le regioni e le province autonome a cura del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali.
La quota riguarda lavoratori subordinati stagionali non comunitari cittadini di: Albania, Algeria, Bosnia-Herzegovina, Corea (Repubblica di Corea), Costa d’Avorio, Egitto, El Salvador, Etiopia, Ex Repubblica Jugoslava di Macedonia, Filippine, Gambia, Ghana, Giappone, India, Kosovo, Mali, Marocco, Mauritius, Moldova, Montenegro, Niger, Nigeria, Pakistan, Senegal, Serbia, Sri Lanka, Sudan, Tunisia e Ucraina.

sentiti libero di condividere su...

Un passo avanti verso la riforma di Dublino III

Bruxelles, 19 ottobre 2017

La Commissione per le Libertà civili, la giustizia e gli affari interni del Parlamento Europeo ha approvato con una maggioranza trasversale un testo di riforma che intende superare le contraddizioni del regolamento europeo n. 604/2013 (cosiddetto Dublino III) nella definizione del paese competente ad esaminare la richiesta di protezione internazionale presentata da un cittadino di paese terzo.

Pur restando in vigore la procedura di assegnazione secondo quote-paese, anche per i minori non accompagnati, e previste eventuali misure detentive del richiedente in attesa di relocation, la proposta sgancia la singola domanda di protezione dal paese europeo nel quale il richiedente ha fatto ingresso irregolare, collegando quest’ultimo all’Unione nel suo complesso. Si intende dunque dare applicazione, in maniera più vincolante di quanto non si sia fatto fino ad ora, anche in tema di asilo, a quel principio fondante di solidarietà e di equa condivisione delle responsabilità sancito dall’art. 80 del Trattato sul funzionamento dell’Unione.

Come è noto infatti, il regolamento in vigore prevede che lo straniero che entra in maniera  irregolare nell’Unione e che intende presentare domanda d’asilo debba attendere la procedura del riconoscimento dei requisiti nel paese di primo ingresso. La proposta di riforma, oltre ad ampliare la nozione di famiglia, includendo anche fratelli, sorelle e figli maggiorenni purché a carico, attribuisce valore giuridico nel riconoscimento del paese competente a specifici fattori di collegamento quali precedenti soggiorni, periodi di studio e formazione effettuati in precedenza e, dove previsto dalle normative nazionali, sponsorizzazione del richiedente da parte di un ente accreditato.

Un passo avanti importante in vista del prossimo Consiglio Europeo che tornerà ad occuparsi di asilo e politiche migratorie dell’Unione.

 

 

sentiti libero di condividere su...

Raccolte 85.000 firme per riformare il TU sull’immigrazione

Roma, 27 ottobre 2017

Sono state consegnate venerdì scorso alla Camera dei Deputati le 85.000 firme raccolte dalla campagna Ero straniero, per la proposta di legge di iniziativa popolare che intende riformare il TU sull’immigrazione, presentata lo scorso 14 settembre ai beneficiari e operatori di APS Social Domus, presso la nostra struttura di prima accoglienza.

Questo significa che tale proposta sarà una delle prime ad essere discussa dal Parlamento nella prossima legislatura, costituendo una base ragionevole ed equilibrata, che ha raccolto un consenso plurale da ampi settori della società civile, per un dibattito politico troppo a lungo rinviato, che si auspica pacato nei toni e non ideologico nel merito.

“Un risultato per nulla scontato” spiega la coordinatrice della comitato locale, Rosmina Raiteri “in un momento in cui il dibattito pubblico è dominato della paura e dalla demagogia, un risultato straordinario che si deve soprattutto alle centinaia di militanti, attivisti e volontari che per sei mesi hanno raccolto le firme nelle strade e piazze d’Italia, spiegando ai cittadini le proposte per cambiare le politiche sull’immigrazione attraverso l’accoglienza, il lavoro e l’inclusione.”

Accanto all’attività del comitato che ha permesso di raccogliere 600 firme ad Alessandria e 200 a Tortona e Volpedo, “importanti sono stati i momenti informativi con i rifugiati di Cambalache e Social Domus, impossibilitati a firmare in quanto privi di cittadinanza, che si sono dimostrati molto interessati a conoscere il futuro migliore che l’approvazione della legge potrebbe loro riservare.”

sentiti libero di condividere su...