Focus sulla riforma “Minniti-Orlando”

Alessandria, 19 luglio 2017

Alla vigilia dell’operatività dei provvedimenti contenuti nella legge di conversione del cosiddetto decreto legislativo “Minniti-Orlando” (Legge 13 aprile 2017, n. 46), Social Domus ha dedicato una mattinata di lavoro per approfondirne le principali novità che riguardano l’iter per la richiesta dell’asilo, la possibilità di ricorso successivamente al diniego della Commissione territoriale, più in generale l’accoglienza dei richiedenti asilo e dei rifugiati in Italia. La riforma “Minniti-Orlando” ambisce a razionalizzare ed accelerare le procedure per il riconoscimento dell’asilo ed il sistema dell’accoglienza nel nostro paese, ma non ha mancato di sollevare anche critiche e dubbi, che hanno trovato spazio in una riflessione generale sui profili di possibile illegittimità costituzionale delle norme introdotte.

Il focus, a cura dell’Avv. Elena Ponzo e Dott.ssa Arianna Zanirato, è stato concepito con taglio seminariale e rivolto agli operatori Social Domus, i quali hanno potuto affrontare dubbi e condividere opinioni riguardo a nodi importanti. Eccone alcuni:

  • Il provvedimento intende accelerare le procedure di identificazione dei cittadini extra-UE e incrementare il contrasto dell’immigrazione illegale e del traffico di migranti. In particolare, attraverso l’attivazione di hubs per la prima assistenza, dove effettuare le operazioni di foto-segnalamento, e di “Centri di permanenza per i rimpatri”, che sostituiscono i CIE. Che cosa cambia nelle procedure di identificazione e nell’iter delle richieste di asilo presentate presso gli Uffici Immigrazione delle Questure?

  • A proposito di “rimpatri”: in Italia da gennaio 2017, nonostante i cosiddetti Migrant Compacts siglati con alcuni paesi di provenienza, come il Mali e la Nigeria, sono stati effettuati poco più di 300 rimpatri di cittadini extra-UE con decreto di espulsione (fonte: Ministero dell’Interno). Anche i rimpatri volontari assistiti, finanziati dal FAMI 2014-2020, stentano a decollare. E’ verosimile che a regime la riforma cambierà la situazione?

  • L’aumento dell’organico a disposizione delle Commissioni territoriali per il riconoscimento dello status di rifugiato, previsto dalla riforma, punta ad accelerare l’iter della richiesta d’asilo. La misura potrà ridurre i tempi di attesa dei richiedenti, spesso vissuti con senso di incertezza e sfiducia?

  • La riforma trasferisce l’obbligo di notifica dei procedimenti riguardo la domanda di asilo dalle Questure alle strutture di accoglienza. Cosa comporterà questa novità?
  • Si sono infine scambiate opinioni riguardo all’istituzione di sezioni specializzate in materia di immigrazione e protezione internazionale presso le sedi di corte d’appello, alla cancellazione del grado d’appello e del mutamento di rito per quanto riguarda il ricorso in sede giurisdizionale al decreto di diniego della Commissione territoriale.

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